“Tutti parlano del tempo”, film dall’Archivio del Goethe-Institut, verrà proiettato martedi 30 giugno, alle 21, nella Sala Multimediale “Stella Maris” di piazza Rebagliati 2 B.

Dopo l’apprezzzato concerto del 16 giugno “Omaggio a Carl Reinecke”, che ha suscitato interesse e critiche molto favorevoli, l’ICIT-Savona prevede alcune serate dedicate ai film, proseguendo il discorso della regia femminile avviato quest’anno con “Grüsse aus Fukushima” di Doris Dörrie e “Hannah Arendt” di Margarete von Trotta.

“Alle reden übers Wetter” è una pellicola del 2022, della regista Annika Pinske, che esplora i temi delle radici culturali, dell’emancipazione femminile e della ricerca di sé.

Versione originale con sottotitoli italiani. Ingresso libero.

Dopo il successo della recente conferenza su Bernhard Riemann, ICIT-Savona propone, nella Sala Stella Maris (piazza Rebagliati 2b, Savona) tre film dal Goethe Archiv, :

Venerdi 8 maggio, ore 17,45: “SOLO SUNNY” regia di Konrad Wolf

Una ragazza di provincia, cantante in una band, aspira a diventare una stella andando incontro a un non facile cammino. Film del 1980 prodotto dalla DEFA, istituto cinematografico della DDR

Giovedi 14 maggio, ore 17,45: “COLPO FATALE” (NAHSCHUSS), regia di Franziska Stünkel

Un ingegnere impedito per motivi politici nella sua carriera, è indotto a lavorare per i servizi segreti della DDR: Presto però è posto di fronte a un grave dubbio morale cui non può sottrarsi.

Film del 2021, ispirato a un fatto vero, accaduto nel 1981 a Lipsia, nella Germania comunista.

Mercoledi 20 maggio, ore 20,45: “HANNA HARENDT”, regia di Margarete von Trotta

La filosofa ebreo-tedesca che ha indagato i fenomeni fondamentale e drammatici del ‘900, autrice de “Le origini del totalitarismo” e “La banalità del male”.

Film del 2012 di una grande regista tedesca.

Sabato 27 settembre, alle ore 21, nella chiesa di San Domenico, in via Mistrangelo, grande concerto con musiche di Beethoven ( Trio per archi n. 5 in Do minore Op. 9 n. 3) e Schubert ( Quintetto per archi in Do mag. Op.163 D. 956). Suoneranno Lukas Stepp e Federico Kasík, violini, Holger Grohs, viola, Sebastian Fritsch e Teresa Beldi, violoncelli. Cinque interpreti di livello internazionale per due eccezionali capolavori .

Il Trio beethoveniano, composto nel 1797–98, è un’opera insieme eroica ed emozionale, si distingue per la scrittura ricca che sfrutta al massimo le potenzialità espressive di violino, viola e violoncello.

Il quintetto fu scritto da Schubert due mesi prima della morte, straordinaria espressione di originalità e qualità..La presenza di due violoncelli, conferisce alla partitura una profondità tonale particolare.

Il concerto è realizzato in collaborazione con “Ensemble Nuove Musiche” nell’ambito del Festival Internazionale di Musica di Savona.

Lunedi 28 luglio, alle ore 21, nella sala della Stella Maris verrà proiettato il film Kirschblüten – Hanami ( La fioritura dei ciliegi), regia di Doris Dörrie, dalla cineteca del Goethe Institut, in versione originale con sottotitoli.

Film di grande delicatezza, racconta la storia di un uomo abitudinario cui la vita costringe a mettere in gioco le sue certezze e a partire in cerca di risposte. Ambientato tra la Baviera, il Baltico e il Giappone, prende il titolo Hanami dall’arte giapponese di ammirare i fiori dei ciliegi, incarnazione della bellezza fugace ma anche della rinascita. Altro riferimento alla cultura giapponese è il Butoh,   teatro corporale contemporaneo, silenziosa e imprevedibile danza delle ombre o dell’oscuritá, che palesa all’individuo la forma dell’anima. ed è la valvola per esprimere sogni e emozioni che nella vita normale non hanno luogo. Nel film è una importante chiave di lettura e raggiunge nelle sequenze finali risultati di grande bellezza e profonda emozione.

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Giovedì 27 febbraio, alle ore 17,30, nella Sala Stella Maris Maurizio Loviglio proietterà una scelta di foto scattate in alcuni dei viaggi-studio che l’Istituto organizza annualmente. Le immagini di Maurizio, che verranno commentate, ci fanno scoprire aspetti che l’occhio attento del fotografo coglie e valorizza in una forma che è arte. 

Questa volta Maurizio ha selezionato fotografie di due viaggi a Berlino, realizzati a distanza di una decina d’anni e che ci permetteranno di cogliere, all’interno delle suggestioni che la capitale tedesca ci suggerisce, una delle più caratterizzanti e cioè quella del cambiamento: Berlino città in continuo divenire.

Seguirà poi Vienna, meta del nostro ultimo capodanno. Città che sembra ferma nell’atmosfera della sontuosità degli edifici imperiali, ma che conserva anche anime diverse e sempre affascinanti nei vecchi quartieri ebraico e greco e nei moderni edifici oltre Danubio.

Delle due capitali l’obiettivo ha colto suggestivi particolari di vie, edifici, negozi, parchi e musei e ci consegna anche una vivida carrellata di persone che popolano le strade o siedono nei locali, giovani soprattutto, ma non solo, ciascuna portatrice di una caratteristica che ha attirato l’attenzione del fotografo.

GIOVEDI 13 FEBBRAIO, ORE 17,30, SALA STELLA MARIS.

Conversazione con diapositive. Al pianoforte Antonio Delfino. Letture di poesie da “Porzellan” di Durst Grünbein

Dresda, la Firenze tedesca, comincia a morire alle 22,20 del 13 febbraio 1945, l’ultimo giorno di un carnevale che nessuno aveva voglia di festeggiare in tempo di guerra. In città c’è solo un piccolo circo e il clown, già in preallarme, invita i bambini a fuggire. Dresda è affollata da profughi in fuga dal fronte orientale. Finora non ha subito distruzioni di rilievo, non è militarmente né industrialmente importante. Il conflitto sta finendo e si spera che anche in guerra si rispetti un centro d’arte universale, una delle più belle città d’Europa. Ciò che generazioni hanno costruito nel corso dei secoli viene invece distrutto in poche decine di minuti e bruciato in un rogo immenso che non risparmia nulla del meraviglioso centro storico e dei suoi abitanti. Il numero dei morti resta imprecisato. Si parla di almeno 40.000 persone di cui è rimasta qualche traccia. Di intere famiglie, intere comunità nessuno ha mai potuto denunciare la scomparsa. Non è noto quanti dei circa duecentomila profughi siano spariti nel rogo. Sulla piazza del mercato, la più grande del centro di Dresda, si costruiscono enormi pire con le rotaie del tram divelte per eliminare a strati migliaia di cadaveri. Le pire ardono ininterrottamente per intere giornate e per settimane si continuano ad estrarre morti dalle cantine.

A 80 anni dalla tragedia molti edifici e monumenti sono stati ricostruiti ma il meraviglioso tessuto urbano è scomparso. La città è come un libro da cui sono state strappate e arse molte pagine, interi capitoli. Ricordare Dresda e il suo gemellaggio con Coventry deve essere un monito per una umanità spesso sorda e immemore.

Martedì 12 novembre ore 15,30 e Mercoledì 13 novembre ore 21, Sala  NUOVOFILMSTUDIO, Piazza Rebagliati (Officine Solimano): proiezione del film “BARBARA”, regia di Christian Petzold, con Nina Hoss, Ronald Zehrfeld, Jasna Fritzi Bauer. Germania 2012, 105′. Versione originale con sottotitoli.

Nella settimana in cui si celebra il 35° anniversario del Crollo del Muro di Berlino e della conseguente caduta delle dittature nell’Europa orientale,  l’ICIT Savona propone il capolavoro del regista Christian Petzold . Con questo film inizia la collaborazione con NUOVOFILMSTUDIO  con una serie di appuntamenti allo scopo di ampliare la diffusione della cinematografia tedesca proponendo importanti film in versione originale e sottotitolati.

La storia è ambientata nella DDR. Barbara, la protagonista, (l’intensa Nina Hoss, musa del regista) è una dottoressa di Berlino est che nel 1980 viene declassata per motivi politici e disciplinari dall’ efficiente ospedale “Charité” ad un ospedaletto di provincia. Una vita squallida, senza rapporti con i colleghi di lavoro: unica soddisfazione le passeggiate in  bicicletta nella natura ventosa e selvaggia della Pomerania. Il dirigente dell’ospedale, forse un informatore della Stasi, la corteggia mentre Barbara conduce una vita di routine, nella speranza di una fuga con il suo uomo che vive all’ovest.

“Voglio spiegare come stava davvero la gente all’epoca del Muro”, afferma il regista Petzold, esponente della Scuola di Berlino, movimento cinematografico nato dopo il 9 Novembre.

Già film famosi come “La vita degli altri” e “Good Bye Lenin”, premiati con Oscar, avevano indagato la vita al di là del Muro e messo in luce l’oppressione della Stasi e il sistema di controllo dell’occhiuta Polizia di stato, volto a reprimere la libertà individuale e il libero pensiero.
Con una spia ogni 59 abitanti la Germania comunista raggiunse il primato mondiale nel campo dello spionaggio. La Stasi (Ministero della Staatssicherheit, ovvero della Sicurezza dello stato), era nata nel 1950 sul modello del KGB sovietico. Il numero degli informatori non ufficiali raggiunse nel 1989 quasi i 200.000. Complessivamente tra il 1950 e il 1989 ci furono 620.000 informatori, delatori, denuncianti. L’apparato spionistico più grande del mondo prevedeva l’internamento di massa in caso di sommosse, prigioni e torture, controllo della corrispondenza e del telefono, pedinamenti e spietati interrogatori. La Stasi si serviva delle “tecniche di decomposizione della personalità”: rendere la vita miserabile, interrompere e controllare amicizie, impedire carriere di lavoro e di studi, seminare diffidenza, dividere le famiglie, sottrarre i figli minori affidandoli a sconosciuti. L’aspetto psicologico riguardava la distruzione di sentimenti di fiducia e di amore, inducendo depressione, paura, crisi di panico, con metodi sempre più raffinati.

Martedì 5 novembre, ore 17,30, presso il Teatro dei Cattivi Maestri, Officine Solimano, Piazza Rebagliati (vicino al Filmstudio):

“GROTESK ! Ridere rende liberi“, di Bruno Maccallini e Antonella Ottai. Regia di Bruno Maccallini. Musiche dal vivo di Pino Cangialosi

Si tratta di una performance travolgente, elegante, ironica e agghiacciante dell’attore, autore e regista Bruno Moccellini, presentata con successo in molti teatri italiani.

E’ la storia di comici ebrei nella Berlino in grande espansione degli anni venti-trenta, quelli della Repubblica di Weimar. La Berlino praticamente capitale della trasgressione, della vita, della follia.

I comici ebrei che vengono raccontati erano i protagonisti della scena berlinese di quegli anni e questi stessi comici li troviamo poi, a distanza di pochi anni, a recitare ancora, e tragicamente sempre irrispettosi, in un altro cabaret, ma è il cabaret del lager.

Lo spettacolo nasce da un libro di Antonella Ottai, frutto di una ricerca condotta sul destino di alcuni comici degli anni trenta che resero grande il cabaret mitteleuropeo, in particolare quello berlinese. Sono in gran parte ebrei, come tipicamente ebraico era il loro umorismo, e la loro sorte viene segnata dall’avvento del nazismo. Espulsi dai set e dai palcoscenici, le loro performance si replicano nei ghetti e poi nei lager. Sono “stelle di prima grandezza che di grande non hanno più che la stella gialla, cucita ben in evidenza sul loro petto”. La loro storia diventa occasione per interrogarsi sulla forza d’urto del riso, per riflettere sul senso del comico anche nella sofferenza quando, a complicarne le dinamiche, interviene la relazione che si instaura fra la vittima e il carnefice, in attesa entrambi dell’ “l’ultima risata”.

Grande concerto ICIT venerdi 25 ottobre, ore 21, nella Chiesa di San Domenico a Savona: il quintetto d’archi composto da Jörg Faßmann e Lenka Matějákov, violino, Anya Dambeck e Annegret Teichmann, viola, Matthias Wilde, violoncello, strumentisti di altissimo profilo della Sächsische Staatskapelle di Dresda, presenteranno un programma tutto tedesco: da Bruckner, nel bicentenario dalla nascita, al Classicismo di Mozart, al Romanticismo di Mendelssohn.

La Sächsische Staatskapelle di Dresda fu fondata nel 1548 ed è pertanto una delle più antiche orchestre del mondo. Fu affidata nel corso degli anni ad alcuni dei più grandi direttori di orchestra tra cui Carl Maria von Weber, Richard Wagner, Richard Strauss, Karl Böhm, Rudolf Kempe e Giuseppe Sinopoli, che la diresse fino alla sua morte nel 2001.

Il concerto è nato dalla collaborazione dell’Istituto di Cultura Italo-Tedesco ICIT Savona con l’Associazione musicale “Ensemble Nuove Musiche”, promotrice dell’importante Festival Internazionale di Musica di Savona.

Venerdi 11 ottobre, alle ore 17, 30, presso la Sala multimediale “Stella Maris”, Gianfelice D’Accolti, del Teatro “La Baracca” di Prato, che si è già esibito a Savona lo scorso anno nello spettacolo tratto dalla “Brocca rotta di Kleist, ottenendo grande successo, presenterà il monologo “L’Anarchico gentile”, tratto da una novella di Heinrich Böll.

Böll è considerato uno dei massimi scrittori della letteratura tedesca del secondo dopoguerra ed è stato insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1972. Tra i suoi romanzi più noti, “Opinioni di un clown”, “Foto di gruppo con signora”, “L’onore perduto di Katharina Blum”